Eur. Suppl. vv. 196-218

di Euripide, Supplici, a cura di G. Paduano, in Eschilo – Sofocle – Euripide, Tragedie, vol. II, Milano 2009, pp. 486-489.

 

ἔλεξε γάρ τις ὡς τὰ χείρονα

πλείω βροτοῖσίν ἐστι τῶν ἀμεινόνων·

ἐγὼ δὲ τούτοις ἀντίαν γνώμην ἔχω,

πλείω τὰ χρηστὰ τῶν κακῶν εἶναι βροτοῖς·

200 εἰ μὴ γὰρ ἦν τόδ᾽, οὐκ ἂν ἦμεν ἐν φάει.

αἰνῶ δ᾽ ὃς ἡμῖν βίοτον ἐκ πεφυρμένου

καὶ θηριώδους θεῶν διεσταθμήσατο,

πρῶτον μὲν ἐνθεὶς σύνεσιν, εἶτα δ᾽ ἄγγελον

γλῶσσαν λόγων δούς, ὥστε γιγνώσκειν ὄπα,

205 τροφήν τε καρποῦ τῇ τροφῇ τ᾽ ἀπ᾽ οὐρανοῦ

σταγόνας ὑδρηλάς, ὡς τά γ᾽ ἐκ γαίας τρέφῃ

ἄρδῃ τε νηδύν· πρὸς δὲ τοῖσι χείματος

προβλήματ᾽, αἶθρον ἐξαμύνασθαι θεοῦ,

πόντου τε ναυστολήμαθ᾽, ὡς διαλλαγὰς

210 ἔχοιμεν ἀλλήλοισιν ὧν πένοιτο γῆ.

ἃ δ᾽ ἔστ᾽ ἄσημα κοὐ σαφῶς γιγνώσκομεν,

ἐς πῦρ βλέποντες καὶ κατὰ σπλάγχνων πτυχὰς

μάντεις προσημαίνουσιν οἰωνῶν τ᾽ ἄπο.

ἆρ᾽ οὐ τρυφῶμεν θεοῦ κατασκευὴν βίῳ

215 δόντος τοιαύτην, οἷσιν οὐκ ἀρκεῖ τάδε;

ἀλλ᾽ ἡ φρόνησις τοῦ θεοῦ μεῖζον σθένειν

ζητεῖ, τὸ γαῦρον δ᾽ ἐν φρεσὶν κεκτημένοι

δοκοῦμεν εἶναι δαιμόνων σοφώτεροι.

 

Disse infatti un tale che nel mondo
per l’uomo è ben più forte del bene il male;
ma io contro questi nutro il parere contrario,
e cioè che è più il bene del male per gli uomini:
200 se fosse più il male, non vivremmo nella luce.
Voglio lodare colui che tra gli dèi ordinò la vita umana,
un tempo bestiale e confusa e ci diede la mente
e la lingua, messaggera di discorsi,
così da comprendere le voci,
205 e il nutrimento dei frutti della terra e dal cielo
la rugiada per crescere i prodotti del suolo,
e saziare il ventre: ed oltre a ciò ci procurò
difese per l’inverno e difese dal caldo divino,
ci insegnò a navigare per i mari cosicché scambiassimo
210 tra di noi i prodotti di cui le nostre terre erano povere.
Ciò che è oscuro e sfugge anche alla mente,
guardando nel fuoco e nelle pieghe delle viscere,
o nel volo degli uccelli, ce lo spiegano gli indovini.
Non è dunque follia, se non ci basta
215 quest’ordine che un dio ci ha donato?
Ma la mente vuol essere più forte del dio
e, nutrendo nell’animo l’orgoglio,
ci crediamo più sapienti di lui.

 

Testa di divinità barbata (Zeus o Hermes). Marmo pentelico, 450-440 a.C. ca. dal Pireo. Museo Archeologico Nazionale di Atene.

Informazioni su Francesco Cerato

Alumnus dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Brescia). LT 10 - Lettere e Filosofia (Lettere classiche): 110/110 - Tesi in Epigrafia ed antichità romane; LM 14 - Filologia moderna (indir. storico-letterario): 110 e lode/110 - Tesi in Storia romana.
Questa voce è stata pubblicata in Antica Grecia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

σχόλια/adnotationes dei lettori

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.