L’angoscia della separazione

Lawrence Alma-Tadema, Ask Me No More. Olio su tela, 1906.

Lawrence Alma-Tadema, Ask Me No More. Olio su tela, 1906.

«“Σῴζεό” σοι μέλλων ἐνέπειν, παλίνορσον ἰωὴν
ἂψ ἀνασειράζω, καὶ πάλιν ἄγχι μένω·
σὴν γὰρ ἐγὼ δασπλῆτα διάστασιν οἷά τε πικρὴν
νύκτα καταπτήσσω τὴν Ἀχεροντιάδα.
ἤματι γὰρ σέο φέγγος ὁμοίιον ἀλλὰ τὸ μέν που
ἄφθογγον· σὺ δέ μοι καὶ τὸ λάλημα φέρεις,
κεῖνο τὸ Σειρήνων γλυκερώτερον, ᾧ ἔπι πᾶσαι
εἰσὶν ἐμῆς ψυχῆς ἐλπίδες ἐκκρεμέες».

«Stavo per dirti “Addio”, ma subito
ho frenato la mia voce, e sono ancora qui:
Separarmi da te mi fa paura, è spaventoso,
come l’amara notte di Acheronte.
Splendore del mattino è il tuo; ma è muto
il giorno: tu invece mi porti in dono anche la tua voce,
più dolce del canto delle Sirene, nella quale è sospesa
ogni speranza del mio cuore».

Paolo Silenziario, Anthologia Palatina, V 241.

(trad.it. di G. Paduano)

Testo greco da The Greek Anthology (with an English Translation by W.R. Paton), London 1916.

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