Policrate di Samo

di D. Musti, Storia greca. Linee di sviluppo dall’età micenea all’età romana, Milano 2010, pp. 249 sgg.

Testa di kouros in marmo, da Samo (VI secolo a.C. ca.); conservata al Museo Archeologico di Istanbul.

Testa di kouros in marmo, da Samo (VI secolo a.C. ca.); conservata al Museo Archeologico di Istanbul.

La tirannide di Policrate a Samo appartiene a quel tipo di tirannidi di fase arcaica avanzata, che più rapidamente sboccano in un conflitto con l’aristocrazia locale, e che giungono, per vie traverse, a porre le premesse per l’instaurazione della democrazia. Non è un caso che qui, dopo la morte di Policrate, il suo ex-segretario Meandrio potesse instaurare un regime isonomico, che, se avesse avuto stabilità e durata, sarebbe stato un antecedente per la stessa democrazia di Atene. Tuttavia, anche nel caso di Policrate il cliché della genesi delle tirannidi arcaiche è ampiamente rappresentato. Egli è di origine aristocratica, figlio del nobile Eace, ed è uno dei tre fratelli (gli altri sono Pantagnoto e Silosonte), che sin dall’inizio si considerano destinati a detenere il potere a Samo e che con lui lo dividono per qualche anno. Che egli sia venuto in conflitto con l’aristocrazia cittadina è fuori di dubbio: lo dice la durezza dell’opposizione che gli si solleva contro, opposizione che finirà col provocare nel 524 a.C. l’intervento di Sparta; lo dice la figura e l’orientamento del suo più celebre antagonista, Pitagora, e lo stesso nome della colonia fondata in Italia da esuli samii (Dicearchia, «dominio del giusto» = oggi, Pozzuoli). Ma è con quindici opliti che, come attesta Erodoto (III 120), egli conquista il potere: gli inizi “oplitici” sono dunque attestati anche per lui. Egli sembra d’altronde, come Pisistrato, aver disarmato, cioè, di fatto, “disoplitizzato”, i concittadini (se è attendibile Polieno, I 23, 2), e governa perciò con l’aiuto di mercenari. È possibile che fra i suoi avversari ci fosse anche il proletariato dei pescatori di Samo (i mythiētai di cui parla Anacreonte). Non è invero chiaro il peso di questo strato sociale nell’opposizione a Policrate, la quale aveva probabilmente altra struttura; Policrate non appare, in ogni caso, come il capo di un’alleanza tra ceti medi e proletariato.
Viceversa, la tirannide samia si segnala per caratteristiche che sono dell’ambiente e dell’epoca: essa si lega con ambizioni talassocratiche, che si esplicano, in particolare, in una temibile attività piratesca; è connotata dall’esistenza di una corte e di poeti di corte (Anacreonte, presente a Samo come poi anche ad Atene; Ibico); scatena, come si è detto, una dura reazione negli ambienti cittadini, che è accompagnata dal favore dell’opinione greca (come non risulta essere accaduto per tutte le opposizioni alle tirannidi), tanto che nel 524 ha luogo una spedizione di Spartani e Corinzi contro Samo, che però, dopo quaranta giorni d’assedio, si conclude con un nulla di fatto. D’altra parte, la tirannide samia appartiene inizialmente a quel tipo di tirannidi, proprie della Ionia, che costituiscono altrettanti regni fiduciari della Persia: il tiranno è in questi casi l’agente del Grande Re.

Statua di marmo detta 'Ornithe', forse parte di un gruppo scultoreo, posto nell'antico Heraion di Samo (560-550 a.C. ca.), attribuita a Geneleo. Berlin, Pergamon Museum.

Statua di marmo detta ‘Ornithe’, forse parte di un gruppo scultoreo, posto nell’antico Heraion di Samo (560-550 a.C. ca.), attribuita a Geneleo. Berlin, Pergamon Museum.

Ai Samii le liste canoniche della talassocrazia assegnano quindici anni. Le circostanze e la data della morte di Policrate sono ben note. La sua politica era troppo autonoma nei confronti del re di Persia e dei suoi satrapi, per non suscitare il sospetto e la gelosia; per conseguenza, il satrapo di Lidia, Orete, lo attirò con l’inganno a Magnesia sul Meandro, lo fece giustiziare come traditore del sovrano e ne crocifisse il cadavere, poco prima della morte di Cambise, perciò nel 522 a.C. Con riferimento ai quindici anni di talassocrazia samia, si fissa l’inizio della tirannide di Policrate ca. il 537 a.C., ma questo presuppone un’immediata coincidenza di tirannide e talassocrazia che, pur se probabile, non è del tutto sicura (un inizio della tirannide tra il 546 e il 540 non è insomma da escludere).
Sul piano economico, nella tirannide di Policrate coesistono diversi aspetti che segnano altrettanti momenti di sviluppo: intensi rapporti internazionali (per esempio con il re d’Egitto, Amasi, finché in Egitto non si sovrapporrà il dominio persiano); sviluppo dell’industria della lana (con importazione di capre da Nasso e di pecore da Mileto); grandi opere portuali, costruzione di gallerie, acquedotti, nuovo tempio di Era: è la stessa situazione insulare a determinare qui il tipo di sviluppo economico.

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