Il Grande Partenio o “Partenio del Louvre”

S1 P. Oxy. 2737 fr. 1 II 18 sgg. (e commentario in fabulam Aristophaneam), ed. Lobel (sæc. II p. C.)= CGFP Ar. fr. 56 Austin = Ar. fr. 590.52 Kassel-Austin (PCG 3.2.305) [M.-P.3 157,1], vv. 34-101 (tr. it. F. Ferrari).

Vaso François. Lato B - scene di danza corale (fanciulli e fanciulle). Opera attribuita a Ergotimo e Clizia. 570 a.C. ca. Firenze, Museo Archeologico Nazionale.

Vaso François. Lato B – scene di danza corale (fanciulli e fanciulle). Opera attribuita a Ergotimo e Clizia. 570 a.C. ca. Firenze, Museo Archeologico Nazionale.

 

… e soffrirono pene indimenticabili
poiché meditarono azioni inique.
Esiste la punizione degli dei,
ma beato colui che in letizia
intesse una giornata
senza lacrime; e io canto
la luce di Agidò: vedo
lei pari al sole, di cui
Agidò ci attesta
che risplende: ma lei,
la corega illustre, non consente
affatto né che io la lodi
né che io la biasimi: pare infatti spiccare
da sé come se qualcuno
nel mezzo di una mandria ponesse
un cavallo solido, vincitore di premi,
sonante nello zoccolo, di quelli dei sogni sotto la rupe.
Non vedi? Uno è cavallo
veneto, ma la chioma
di mia cugina
Agesicora fiorisce
come oro non mescolato;
e il volto argenteo…
Te lo devo dire apertamente?
Agesicora è così!
Seconda dopo Agidò in bellezza
correrà come cavallo colasseo rispetto a cavallo ibeno:
esse infatti, le Colombe, combattono
con noi che portiamo un aratro a Ortria
levandosi attraverso la notte ambrosia
come l’astro di Sirio.
Né di porpora c’è tanta profluvie
che valga a difenderci,
né armilla cesellata
in oro, né mitra
lidia, di giovinette
dalle dolci palpebre ornamento,
né le chiome di Nannò
e neppure Areta divinamente bella
né Silaci e Cleesitera,
né giunta alla casa di Enesimbrota:
“Oh se a me fosse Astafi
e mi guardasse Fililla
e Damareta e Viantemi fascinosa”:
ma è Agesicora che mi tormenta.
«Infatti, qui vicino non c’è
Agesicora dalle belle caviglie,
ma resta ad Agidò
e insieme a lei loda la festa.
Suvvia, le loro , o dèi,
accogliete: agli dèi appartiene l’esito
e il termine. Direttrice del coro,
lo voglio confessare, io da parte mia
ho squittito invano come una nottola
dalla trave. Ma io in sommo grado bramo
di piacere ad Aoti: dai travagli
a noi fu guaritrice,
e per virtù di Agesicora le giovinette
raggiunsero la pace desiderata.
Al cavallo di volata
… e sulla nave
si deve assolutamente
dare ascolto al nocchiero.
Lei certo non è più canora delle Sirene
– sono dee – ma a confronto con
ella canta un gruppo di dieci
e risuona come un cigno sulle correnti dello Xanto
e con la bionda chioma seducente.

 

] ἄλαστα δὲ

ϝέργα πάσον κακὰ μησαμένοι·

ἔστι τις σιῶν τίσις·

ὁ δ’ ὄλβιος, ὅστις εὔφρων

ἁμέραν [δι]απλέκει

ἄκλαυτος· ἐγὼν δ’ ἀείδω

Ἀγιδῶς τὸ φῶς· ὁρῶ

ϝ’ ὥτ’ ἄλιον, ὅνπερ ἇμιν

Ἀγιδὼ μαρτύρεται

φαίνην· ἐμὲ δ’ οὔτ’ ἐπαινῆν

οὔτε μωμήσθαι νιν ἁ κλεννὰ χοραγὸς

οὐδ’ ἁμῶς ἐῆι· δοκεῖ γὰρ ἤμεν αὔτα

ἐκπρεπὴς τὼς ὥπερ αἴτις

ἐν βοτοῖς στάσειεν ἵππον

παγὸν ἀεθλοφόρον καναχάποδα

τῶν ὑποπετριδίων ὀνείρων·

ἦ οὐχ ὁρῆις; ὁ μὲν κέλης

Ἐνετικός· ἁ δὲ χαίτα

τᾶς ἐμᾶς ἀνεψιᾶς

Ἁγησιχόρας ἐπανθεῖ

χρυσὸς [ὡ]ς ἀκήρατος·

τό τ’ ἀργύριον πρόσωπον,

διαφάδαν τί τοι λέγω;

Ἁγησιχόρα μὲν αὕτα·

ἁ δὲ δευτέρα πεδ’ Ἀγιδὼ τὸ ϝεῖδος

ἵππος Ἰβηνῶι Κολαξαῖος δραμήται·

ταὶ Πεληάδες γὰρ ἇμιν

ὀρθρίαι φᾶρος φεροίσαις

νύκτα δι’ ἀμβροσίαν ἅτε σήριον

ἄστρον ἀυηρομέναι μάχονται·

οὔτε γάρ τι πορφύρας

τόσσος κόρος ὥστ’ ἀμύναι,

οὔτε ποικίλος δράκων

παγχρύσιος, οὐδὲ μίτρα

Λυδία, νεανίδων

ἰανογ[λ]εφάρων ἄγαλμα,

οὐδὲ ταὶ Ναννῶς κόμαι,

ἀλλ’ οὐ[δ’] Ἀρέτα σιειδής,

οὐδὲ Σύλακίς τε καὶ Κλεησισήρα,

οὐδ’ ἐς Αἰνησιμβρ[ό]τας ἐνθοῖσα φασεῖς·

Ἀσταφίς [τ]έ μοι γένοιτο

καὶ ποτιγλέποι Φίλυλλα

Δαμαρ[έ]τα τ’ ἐρατά τε Ϝιανθεμίς·

ἀλλ’ Ἁγησιχόρα με τείρει.

οὐ γὰρ ἁ κ[α]λλίσφυρος

Ἁγησιχ[ό]ρ[α] πάρ’ αὐτεῖ,

Ἀγιδοῖ …. αρμένει

θωστήρ[ιά τ’] ἅμ’ ἐπαινεῖ.

ἀλλὰ τᾶν [..]… σιοὶ

δέξασθε· [σι]ῶν γὰρ ἄνα

καὶ τέλος· [χο]ροστάτις,

Ϝείποιμί δ’, [ἐ]γὼν μὲν αὐτὰ

παρσένος μάταν ἀπὸ θράνω λέλακα

γλαύξ· ἐγὼ[ν] δὲ τᾶι μὲν Ἀώτι μάλιστα

Ϝανδάνην ἐρῶ· πόνων γὰρ

ἇμιν ἰάτωρ ἔγεντο·

ἐξ Ἁγησιχόρ[ας] δὲ νεάνιδες

ἰρ]ήνας ἐρατ[ᾶ]ς ἐπέβαν·

τῶ]ι τε γὰρ σηραφόρωι

..]τῶς εδ………..

τ[ῶι] κυβερνάται δὲ χρὴ

κ[ἠ]ν νᾶϊ μάλιστ’ ἀκούην·

ἁ δὲ τᾶν Σηρην[ί]δων

ἀοιδοτέρα μ[ὲν οὐχί,

σιαὶ γάρ, ἀντ[ὶ δ’ ἕνδεκα

παίδων δεκ[ὰς ἅδ’ ἀείδ]ει·

φθέγγεται δ’ [ἄρ’] ὥ[τ’ ἐπὶ] Ξάνθω ῥοαῖσι

κύκνος· ἁ δ’ ἐπιμέρωι ξανθᾶι κομίσκαι.

 

 

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3 commenti su “Il Grande Partenio o “Partenio del Louvre”

  1. […] e molti porti erano frequentati dal suo Vecchio del Mare, come il gèron di Gizio e il Porco del Partenio di Alcmane. È possibile che la Luna e la Rugiada non siano semplici personificazioni poetiche. Se è vero che […]

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  2. […] ampio riscontro nella poesia di Saffo. Alla luce di queste considerazioni, l’interpretazione del Partenio del Louvre è destinata a seguire prospettive nuove, rispetto alle varie ipotesi sin qui avanzate dalla […]

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  3. […] confermano in maniera inequivocabile. Particolarmente interessante è l’interpretazione del Partenio di Alcmane (B. Gentili, 1976). Le due figure di rilievo, Agido e Agesicora, delle quali la seconda è la […]

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